Guida partita IVA

Regime forfettario 2026: conviene ancora? Requisiti, tasse e netto reale

Aggiornato il 6 agosto 2026 · Lettura: 7 minuti

Il regime forfettario resta il punto di partenza per la maggior parte di chi apre partita IVA in Italia, grazie alla tassazione ridotta e agli adempimenti semplificati. Ma quanto rimane davvero in tasca a fine anno? In questa guida vediamo requisiti, come si calcola l'imposta e alcuni esempi concreti con numeri reali.

Chi può accedere al regime forfettario

Puoi aprire (o restare in) regime forfettario se:

Superare 85.000 € durante l'anno non ti fa uscire subito dal regime: resti forfettario fino a fine anno, mentre esci con effetto immediato solo se superi i 100.000 €.

Come si calcola l'imposta: il coefficiente di redditività

A differenza del regime ordinario, nel forfettario non deduci le spese reali sostenute. Al loro posto, la legge applica un coefficiente di redditività fisso in base al codice ATECO della tua attività, che determina quanta parte del fatturato è considerata "reddito imponibile":

Tipo di attivitàCoefficiente
Intermediari del commercio86%
Commercio al dettaglio e all'ingrosso78%
Servizi professionali e tecnici (consulenza, IT, design...)67%
Alberghi e ristoranti54%
Costruzioni e attività immobiliari40%

Su questa quota di reddito imponibile si applica poi l'imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di una nuova attività che rispetta certi requisiti (non aver svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti, tra gli altri), oppure 15% a regime.

Contributi INPS: la voce che pesa di più

Al di là dell'imposta sostitutiva, la spesa più consistente per un forfettario sono i contributi previdenziali, che dipendono dalla gestione a cui appartieni:

Esempi concreti: quanto resta in tasca

Prendiamo un professionista di servizi (coefficiente 67%) in Gestione Separata, aliquota 15% (regime a regime, non start-up):

Fatturato annuoContributi INPSImposta sostitutivaNetto annuoPressione fiscale tot.
15.000 €~2.620 €~1.114 €~11.265 €~24,9%
25.000 €~4.367 €~1.857 €~18.776 €~24,9%
40.000 €~6.987 €~2.972 €~30.041 €~24,9%
60.000 €~10.480 €~4.458 €~45.062 €~24,9%
85.000 €~14.847 €~6.315 €~63.838 €~24,9%

Valori indicativi calcolati con coefficiente 67%, aliquota 15%, Gestione Separata 26,07%. La pressione fiscale totale resta costante perché, con coefficiente e aliquota fissi, tutte le voci scalano in proporzione al fatturato.

Con la flat tax al 5% riservata alle nuove attività, lo stesso professionista con 25.000 € di fatturato porterebbe a casa circa 20.014 € invece di 18.776 € — un risparmio concreto nei primi 5 anni, se rispetti i requisiti.

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Forfettario o regime ordinario: quando conviene cambiare

Il forfettario conviene quasi sempre quando le tue spese reali sono inferiori a quelle "presunte" dal coefficiente di redditività — ad esempio un consulente IT con pochi costi (coefficiente 67% significa che il 33% è considerato costo forfettario, spesso più alto delle spese reali di chi lavora da casa con un laptop). Il regime ordinario può convenire invece se hai costi elevati e documentabili (affitto di uno studio, dipendenti, attrezzature costose) che superano ampiamente quella soglia presunta.

Domande frequenti

Nel forfettario si applica l'IVA in fattura?

No, le fatture emesse in regime forfettario sono senza addebito di IVA, con la dicitura "operazione senza applicazione dell'IVA ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014". Questo semplifica la fatturazione ma significa anche che non puoi detrarre l'IVA sugli acquisti.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di fatturato?

Se superi 85.000 € ma resti sotto i 100.000 €, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi i 100.000 € durante l'anno, esci immediatamente e devi applicare l'IVA sulle fatture emesse da quel momento in poi.

Conviene aprire in Gestione Separata o iscriversi come artigiano/commerciante?

Dipende dall'attività svolta, non è una scelta libera: la gestione previdenziale è determinata dal tipo di attività e dal relativo codice ATECO. Un consulente o libero professionista senza cassa specifica va in Gestione Separata; chi svolge attività manuali o commerciali spesso rientra nella gestione Artigiani/Commercianti.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce una consulenza di un commercialista. I calcoli sono stime semplificate basate su coefficienti di redditività standard, aliquota Gestione Separata 2026 e regole generali del regime forfettario; non considerano casi particolari, agevolazioni territoriali o situazioni contributive pregresse. Prima di aprire o modificare una partita IVA, consulta sempre un commercialista.